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Notizia Data pubblicazione Regioni Tipologia Settori
4160 03/01/2022 Tutte Sentenze Lavori ed Opere, Progettazioni, Beni e Servizi, Settori Speciali

Titolo: La stazione appaltante è obbligata a concludere la procedura con un provvedimento espresso

Sottotitolo: Fra le numerose opzioni a disposizione della Stazione appaltante, non può figurare l’inerza o il rinvio a data da destinarsi

Commento:

La Stazione appaltante ha l’obbligo di concludere il procedimento di gara e di pronunciarsi con un provvedimento espresso sull’istanza di un concorrente tendente ad ottenere la conclusione della procedura concorrenziale. Lo ha affermato il TAR Molise, Sez. I con la sentenza 7 dicembre 2021 n. 420. Nella fattispecie, le operazioni di valutazione delle offerte si erano interrotte a causa della dimissione di due commissari che, tuttavia, non erano mai stati sostituiti; né l’Amministrazione aveva disposto la revoca degli atti di gara o dato comunicazione ai concorrenti della propria volontà di non aggiudicare l’appalto. Il Tar ha prima ricordato l’art. 2 della L. n. 241/1990 (“Ove il procedimento consegua obbligatoriamente ad un'istanza, ovvero debba essere iniziato d'ufficio, le pubbliche amministrazioni hanno il dovere di concluderlo mediante l'adozione di un provvedimento espresso”) poi richiamato l’art. 76 del D.Lgs. n. 50/2016 secondo cui sussiste l'obbligo, per la Stazione Appaltante, di informare tempestivamente ciascun candidato e ciascun offerente “delle decisioni adottate riguardo alla conclusione di un accordo quadro, all'aggiudicazione di un appalto o all'ammissione ad un sistema dinamico di acquisizione, ivi compresi i motivi dell'eventuale decisione di non concludere un accordo quadro o di non aggiudicare un appalto per il quale è stata indetta una gara o di riavviare la procedura o di non attuare un sistema dinamico di acquisizione”. Il Legislatore ha così esplicitato un ampio ventaglio di decisioni che la Stazione appaltante potrebbe prendere nell’esercizio della propria discrezionalità: ma tra queste non figura né l’inerzia, né tantomeno l’arresto sine die dell’iter procedimentale, entrambi lesivi dell’interesse dei partecipanti ad avere conoscenza della definizione del procedimento di gara (sia esso approdato all’esito naturale della sua aggiudicazione, ovvero a una decisione di segno diametralmente opposto). Il TAR ha pertanto ritenuto che la Stazione appaltante era obbligata a concludere la procedura di gara.

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